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Quando CoviD l’estate!

Ed anche quest’ anno l’estate è arrivata!

Non un’estate qualunque ma l’estate dell’era Covid19!

Un tragico periodo che sebbene nel cuore di tutti covi la speranza che passi il più in fretta possibile, tuttavia non può che condizionare inesorabilmente il presente di milioni di persone in tutto il mondo.

Tra mascherine che fanno prudere il naso, “app” da scaricare sugli smartphone e sacchi di sabbia sulla spiaggia che delimitano i posti a sedere (sarebbe meglio dire a sdraiare) l’estate balneare 2020 di sicuro ce la ricorderemo per molti anni, come  tanti di noi oltre i quarant’anni ricorderanno tanto più ora con affetto e nostalgia le estati dei decenni passati.

Operazione non proprio facile è determinare con lucidità i periodi che si vogliono descrivere estrapolati di corsa dalla polverosa biblioteca della nostra memoria.

Per fortuna in aiuto alla nostra archeologia della mente ci sono degli oggetti, delle situazioni o delle musiche che a distanza di anni ci indicano nettamente il periodo che abbiamo vissuto.

Chi si è stato bambino o ragazzo circa quaranta anni fa non potrà non ricordare ad esempio certi giochi che si facevano in spiaggia tra gli anni settanta e gli anni ottanta, uno di questi era il Going: una sorta di palla da rugby in plastica all’interno della quale scorrevano due corde agganciate a delle maniglie.

Si giocava in due, ciascuno tenendo salde le maniglie, poi allargando le braccia si faceva scorrere l’ovale al compagno che per non perdere punti doveva rispedirlo subito senza farselo arrivare vicino alle proprie mani.

Prima ancora, siamo nel 1972 apparve il “Pon – Pon“: un vero must di quel periodo;

era una grossa palla di plastica gommata sormontata da un maniglione, ci si sedeva al di sopra e così ancorati si procedeva saltellando.

La palla era disponibile nei classici colori dei “70s” ovvero giallo, rosso o arancione ed ebbe un certo seguito anche negli anni successivi.

Che dire poi del Frisbee, il dischetto di plastica ancora oggi molto conosciuto e altrettanto usato al mare come in campagna?

Nato negli U.S.A alla fine degli anni 50 pare fosse usato inizialmente come basamento per le torte di una pasticceria del Connecticut, che si chiamava appunto “Frisbee”.

Primi a farne un uso improprio e ludico furono gli studenti di Yale, dopo di che nel ’58 una azienda di nome Wham-o lo brevetta e lo venderà poi in mezzo mondo!

Ma dopo i tanti giochi che si possono fare in spiaggia arriva anche il momento del relax, soprattutto per i più grandicelli, e come non ricordare i mitici “juke boxe“?

Fino alla fine degli anni ottanta, (in alcune piccole località anche oltre) facevano da colonna sonora nei bar degli stabilimenti balneari agevolando e non poco le classiche “cottarelle “estive tra gli adolescenti.

Ai nostri tempi oggetto di culto per molti appassionati, all’epoca il Juke-box veniva trattato senza troppi complimenti: spesso sporco e assai sbiadito risultava a volte sfornito della canzone preferita, anche se la fascetta col titolo del brano e dell’autore, faceva sfacciatamente capolino dalla “selva” di titoli, visibili dalla vetrinetta ingiallita.

Ma bastavano 50 lire e se si aveva fortuna si poteva fare proprio una bella figura con la spasimante del momento!

Nel caso contrario per scappare ci si poteva affidare alla mitica bicicletta pieghevole “Graziella” per lo più utilizzata dalle ragazze o dai bimbi più piccoli con rotelle laterali al seguito.

Questo ciclo diventerà anche lui un simbolo degli anni settanta, chi non se la ricorda piegata, col manubrio storto che sporge dal bauletto delle tante 127 e 128 in coda sulle strade delle vacanze?

E una volta arrivati alla meta tanto agognata non c’e niente di meglio che mettersi in libertà, togliersi vestiti e scarpe e indossare un gran bel paio di zoccoli modello “Pescura”.

Arrivano dall’Inghilterra nei primi anni sessanta, ma il vero boom nel “Bel paese” ci sarà a cavallo col decennio successivo e per tutti gli anni settanta dando seguito poi ad una serie infinita di imitazioni di fattura meno pregiata ma con prezzi più a buon mercato.

Gli zoccoli rigorosamente in legno appaiono subito solidi, comodi e hanno il nastrino regolabile tramite una fibbietta di acciaio: tale elemento nelle imitazioni era facile vederselo arrugginire sotto gli occhi già dopo le prime passeggiate sulla battigia!

Ogni estate, si sa, porta con se qualcosa: un ricordo, un oggetto, una canzone… speriamo che questa che andiamo a vivere non ci lasci soltanto ricordi di mascherine , di saluti a distanza, di brutte notizie e sofferenze; speriamo che sia una stagione che archivierà sotto tramonti straordinari e onde sempre spumeggianti i sei mesi più brutti che l’umanità ha vissuto negli ultimi settantacinque anni! 

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