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Quando… non avevamo una lira!

Piccolo viaggio tra il  portafogli del tempo che fu!

Sono quasi passati venti anni dalla venuta dell’euro e da molto tempo ormai non facciamo più l’operazione mentale che trasforma per magia la nuova moneta unica in lire, anche perche così facendo il nostro potere d’acquisto apparirebbe ancora meno di quello che è, ma è inevitabile comunque pensare ogni tanto con un po’ di nostalgia alla nostra cara vecchia moneta nazionale.

La lira viene introdotta come moneta nel periodo napoleonico, più o meno nel momento che vede nascere il tricolore, nei primi anni del xix secolo: passa le vicissitudini dell’Italia del periodo, dalla Repubblica Cisalpina, alla monarchia, fino alla fine del regno d’Italia del 1814, per poi ricomparire con l’unità d’Italia nel 1861 sotto il regno sabaudo.

Supera le due guerre mondiali e durante il secondo conflitto tra il 43 e il 44 viene coniata la valuta Am – lira, nei territori sotto il comando militare alleato; ma viene presto abolita dal governo italiano a causa della forte inflazione causata dalla sua eccessiva emissione.

Nel dopoguerra vengono coniate delle banconote dal taglio sproporzionato, dei veri e propri “fazzolettoni” che ancora oggi si possono notare nei classici film in bianco e nero del periodo.

Sono gli anni del così detto “boom” economico, e gli italiani oltre alle lire si abituano a pagamenti più complessi, le mitiche “cambiali” che consentono al ceto medio e poi anche agli operai di comprare a rate la Fiat 600 ed i tanto desiderati elettrodomestici, televisore in testa!

Nella seconda metà degli anni sessanta un giovanissimo Lucio Battisti cantava “per una lira”, in realtà in quel decennio le monete sono ancora il supporto più usato per le piccole spese quotidiane: caffè, giornale, pane, latte ecc. Sarà la forte inflazione degli anni settanta a portare nel quotidiano l’uso delle banconote, negli anni ottanta poi con le monete ci compravi a malapena il giornale e il gelato!

E sono soprattutto le monete ad essere sopravvissute di più dopo l’introduzione dell’euro avvenuta nel Gennaio 2002, vuoi per le loro piccole dimensioni, vuoi per lo scarso valore… le 5 lire col delfino in rilievo, come le 10 con la spiga di grano, per non parlare delle “gigantesche” 100 lire sono ormai oggetto di culto per i collezionisti e simpatici ricordi per tutti gli altri.

Le banconote sono state l’orgoglio dell’italiano che “ce l’aveva fatta!” molti negli anni sessanta giravano con i rotoli di soldi in tasca, alla faccia della privacy! chi è sui 50 si ricorderà di sicuro quelle belle banconote dai colori così caratteristici… che anche a metri di distanza potevi riconoscere il taglio del biglietto!

Le “preziose” 50000, grigio-violacee col bel volto di donna dipinto, o le austere 100000 con la faccia severa del Manzoni… e più di recente le 10000 grigio -azzurre col viso di Alessandro Volta… alzi la mano chi non le ha mai usate al self service di benzina!

Poi col nuovo millennio il sogno di diventare miliardari è svanito… arriva l’Euro… insieme ad una  valanga di monetine brutte e fastidiose, tornano i centesimi… che ormai quasi nessuno più si ricordava. Cala anche il potere d’acquisto… e sale l’ansia di essere fregato nel ricevere il resto nei negozi.

Ma come per tutte le cose ci si abitua, ed in fretta anche…quando si tratta di soldi non si scherza!

Ricordo gente terrorizzata verso la fine di febbraio 2002 dopo avere trovato in qualche cassetto vecchie banconote da 50 mila lire (quelle rosa-viola col Bernini raffigurato) in coda alla banca per farsele cambiare, timorose di perdere il potere d’acquisto di circa 25 euro!

In realtà col primo di marzo 2002 ebbe fine la doppia circolazione delle valute, ma le lire con il corso legale fino a quella data potevano ancora essere cambiate dalla Banca d’Italia fino al 29 febbraio 2012.

Siamo arrivati al 2020 e in questo periodo difficile di pandemia e di consequenziale crisi economica si parla di soldi quasi esclusivamente per necessità primarie e nessuno fa ovviamente caso all’estetica del denaro. Può risultare così divertente e confortante nelle lunghe ore passate all’interno delle nostre case pensare agli anni passati magari scovando per caso qualche vecchia moneta o banconota dimenticata in fondo a qualche cassetto

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