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Cab 413: quando sedersi è un’arte!

Il nome rimanda più ad un apparecchio spaziale piuttosto che ad una piccola poltrona di cuoio: in realtà l’opera del designer italiano Mario Bellini è tutt’altro che un salto nel “futuribile”, bensì una riflessione, una rielaborazione di uno stile “classico” che già prima di lui altri designer hanno portato avanti in seno alla Cassina, storica azienda italiana del design per interni.

Mario Bellini è un noto architetto e designer  italiano conosciuto in tutto il mondo, operativo già dagli anni Sessanta, collabora con numerosissime aziende di prim’ordine come Cassina, Flou, Yamaha, Renault ecc., ha vinto diverse volte il prestigioso premio del “compasso d’oro”, (concorso dedicato al design) ed è presente al Moma di New York con ben venticinque opere, tra le quali oltre a diverse macchine da scrivere Olivetti, spicca anche la piccola sedia “Cab 412”, “sorella” della poltroncina Cab 413.

Con la collana “I Maestri”, la Cassina all’inizio degli anni Sessanta ripropone oggetti e mobili realizzati molti anni prima da illustri architetti del calibro di Mackintosh e Wright; in seguito a tale operazione di recupero storico seguono diversi esempi di reinterpretazione di uno stile classico e senza tempo che si vuole in qualche modo contrapporre alla ricerca della “novità fine a se stessa”, che proprio per questo a volte appare carente di contenuti stilistico-formali significavativi.

I nuovi progetti comunque non si limitano a riproporre la purezza ed il rigoredegli oggetti del passato: pur nel rifiuto di una rottura con la storia, le nuove interpretazioni portano con sé anche il frutto di esperienze più recenti, come l’utilizzo di materiali a volte contrastanti tra loro, l’ironia di forme dai contenuti esplicitamente ludici, il gusto autocompiaciuto per la “trovata”.

E’ proprio in questa chiave di lettura che la poltroncina Cab 413, pur ponendosi come esercizio più recente rispetto ad altri ( è del 1979 ), incarna totalmente lo spirito di fusione tra classico e moderno, tra rigore ed ironia.

Alla purezza  e semplicità geometrica della forma, si contrappone la modularità di un telaio in acciaio verniciato che vede nell’imbottitura in cuoio il suo naturale rivestimento (che, come tale, si può infilare e sfilare attraverso cerniere), proprio come avviene per i nostri abiti, per i quali non a caso eleganza e praticità sono sempre elementi determinanti per il successo.

A distanza di più di trenta anni, la poltroncina Cab 413, insieme con la sedia Cab 412 sono presenti nella gamma della collezione Cassina, segno che l’intuizione di fondere il rigore classico con materiali e forme moderne è tutt’oggi uno dei punti cardine del design internazionale.

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